Manutenzione
Pressione della caldaia bassa: quanto deve essere e come ricaricarla
Pressione caldaia bassa? Quanto deve segnare il manometro, come ricaricare l’impianto in sicurezza e quando il calo è un guasto.
Redazione 3KT Impianti
10 min di lettura

La lancetta del manometro è finita vicino allo zero, la caldaia segna un errore e l’acqua calda va e viene: nove volte su dieci è la pressione caldaia bassa, il problema più comune di ogni inizio stagione. Nella maggior parte dei casi si risolve in due minuti con il rubinetto di carico. Ma se la pressione scende di nuovo dopo qualche giorno, il rubinetto non è più la soluzione: è il sintomo di qualcos’altro, e vale la pena capire di cosa.
In questa guida trovi quanto deve segnare il manometro, come ricaricare l’impianto senza fare danni e i segnali che distinguono un calo normale da una perdita da far vedere a un tecnico.
Quanto deve essere la pressione della caldaia

La pressione si legge sul manometro, la piccola lancetta sotto la caldaia, oppure sul display nei modelli più recenti. Il valore corretto è scritto nel libretto d’uso del tuo apparecchio e vale più di qualunque regola generale. Detto questo, per un impianto domestico a termosifoni i riferimenti tipici sono questi:
| Situazione | Cosa aspettarsi sul manometro |
|---|---|
| Impianto freddo, caldaia spenta da ore | Nella zona bassa del campo verde: quasi tutti i libretti indicano tra 1 e 1,5 bar, alcuni tra 1 e 1,2 |
| Impianto caldo, riscaldamento in funzione | Un po’ più alta: l’acqua si dilata e la lancetta sale |
| Sotto la zona verde, verso 0,5 bar | Troppo bassa: molte caldaie non accendono il bruciatore sotto 0,5 bar e vanno in blocco |
| Sopra i 2,5–3 bar | Troppo alta: la valvola di sicurezza inizia a scaricare |
Il punto da ricordare è uno: la pressione va letta a impianto freddo. A caldo la lancetta sale per fisica, non per un guasto, e chi la legge appena spento il riscaldamento rischia di correggere un valore che non era sbagliato.
Perché la pressione scende
Un impianto di riscaldamento è un circuito chiuso: la stessa acqua gira tra caldaia e termosifoni. Se la pressione scende, da qualche parte quell’acqua è uscita, oppure si è fatta spazio dell’aria. Le cause, dalla più innocua alla più seria:
- Hai sfiatato i termosifoni. Ogni volta che apri la valvolina di sfiato esce aria, e con l’aria un po’ d’acqua. Dopo lo sfiato di tutta la casa un calo è normale e si recupera ricaricando.
- Piccole perdite nell’impianto. Un raccordo che trasuda, un detentore che gocciola, una valvola termostatica che perde una goccia al giorno. Da soli non si vedono, ma in una settimana bastano a far scendere la lancetta.
- La valvola di sicurezza ha scaricato. Se la pressione è salita troppo, la valvola espelle acqua dallo scarico: dopo, la pressione resta più bassa di prima. Se succede spesso, il problema non è la valvola.
- Il vaso di espansione è scarico. È il polmone che assorbe la dilatazione dell’acqua. Tra acqua fredda e acqua a 80 °C la differenza di volume è di quasi il 3%: in un impianto da cento litri sono quasi tre litri, che devono andare da qualche parte. Quando il vaso perde la sua precarica, la pressione sale molto a caldo e crolla a freddo, con la valvola di sicurezza che scarica a ogni ciclo. È una delle cause più frequenti del calo che si ripete.
- Una perdita interna alla caldaia. Scambiatore, guarnizioni, pompa: si riconosce dall’acqua sotto l’apparecchio o da tracce di calcare sui componenti.
- Un tubo nel massetto o nel muro. La causa più rara e la più fastidiosa: l’acqua sparisce senza lasciare traccia visibile.
Come ricaricare la caldaia passo per passo
Se il calo è occasionale, ricaricare è un’operazione da utente, non da tecnico. Serve solo un po’ di attenzione.
- Spegni il riscaldamento e aspetta che l’impianto sia freddo. Il valore corretto si imposta a freddo; a caldo lo sbaglieresti per eccesso.
- Trova il rubinetto di carico. Di solito è sotto la caldaia, spesso una manopolina nera o blu su un tubicino flessibile che collega l’acqua sanitaria al circuito di riscaldamento. Nei modelli più recenti può essere una leva o un pulsante dietro lo sportello; il libretto lo indica.
- Aprilo piano, guardando il manometro. L’acqua entra e la lancetta sale lentamente. Vai a piccoli passi: è più facile aggiungere che togliere.
- Fermati nella zona verde, verso il basso. Al valore indicato dal libretto per l’impianto freddo. Non serve arrivare al centro del campo verde: a caldo salirà da sola.
- Chiudi bene il rubinetto. È il passaggio che più spesso viene saltato. Un rubinetto lasciato socchiuso continua a caricare piano, la pressione sale nei giorni successivi e la valvola di sicurezza scarica: sembra un guasto e invece è il rubinetto.
- Se la caldaia era in blocco, resettala con il tasto indicato nel libretto e verifica che riparta.
- Sfiata i termosifoni se dopo il carico senti gorgoglii o qualcuno resta tiepido, poi ricontrolla la pressione e, se serve, rabbocca.
Quando ricaricare non basta
Il rubinetto risolve il sintomo. Se torna, il problema è a monte. Questi sono i segnali per cui conviene fermarsi e far vedere l’impianto:
- La pressione scende di nuovo entro pochi giorni dopo un carico fatto bene, con il rubinetto chiuso. Da qualche parte perde, e ogni carico porta nel circuito acqua nuova con nuovo calcare e nuovo ossigeno, che accorciano la vita della caldaia.
- Trovi acqua sotto la caldaia, tracce di calcare bianche sui raccordi o macchie di umidità su un muro o sul pavimento vicino ai tubi.
- La valvola di sicurezza scarica ogni volta che il riscaldamento va a regime. Quasi sempre è il vaso di espansione, e si sistema ricaricandolo o sostituendolo, non caricando acqua.
- La caldaia va in blocco anche con la pressione giusta. A quel punto il manometro non c’entra: le cause di un blocco sono diverse e le abbiamo raccolte nell’articolo su cosa fare quando la caldaia è in blocco.
- Non trovi il rubinetto di carico o non sei sicuro di quale sia. Meglio una telefonata che aprire il rubinetto sbagliato.
Quanto calcare porta un rabbocco, quartiere per quartiere
L’acqua che entra dal rubinetto di carico è la stessa del lavandino, e a Torino non è uguale dappertutto. SMAT, che gestisce l’acquedotto, pubblica ogni sei mesi le analisi per ogni circoscrizione. La durezza, cioè quanto calcare l’acqua si porta dietro, nel primo semestre 2026 era questa:
| Zona | Durezza media (°F) |
|---|---|
| Circoscrizione 1 — Centro, Crocetta | 23 |
| Circoscrizione 2 — Santa Rita, Mirafiori | 28 |
| Circoscrizione 3 — San Paolo, Cenisia, Pozzo Strada | 20 |
| Circoscrizione 4 — San Donato, Campidoglio, Parella | 21 |
| Circoscrizione 5 — Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento, Vallette | 11 |
| Circoscrizione 6 — Barriera di Milano, Regio Parco, Falchera | 11 |
| Circoscrizione 7 — Aurora, Vanchiglia, Madonna del Pilone | 17 |
| Circoscrizione 8 — San Salvario, Borgo Po, Nizza Millefonti, Lingotto | 23 |
Un grado francese corrisponde a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro. In Circoscrizione 2 l’acqua porta circa due volte e mezza il calcare di quella di Barriera di Milano, e appena fuori città la differenza cresce ancora: Rivoli è a 33 °F, Venaria Reale a 10. I valori aggiornati del tuo comune sono sulla pagina di monitoraggio delle acque di SMAT.
In un impianto che non perde, l’acqua è sempre la stessa: il calcare che aveva lo ha lasciato la prima volta, e da lì non ne arriva altro. Ogni rabbocco invece porta calcare nuovo, e dove l’acqua è più dura ne porta di più. In un impianto sano il rubinetto di carico non si apre quasi mai.
Pressione troppo alta: l’altro lato del problema
Meno frequente ma non rara, la pressione alta ha quasi sempre una di tre cause: il rubinetto di carico lasciato socchiuso, il vaso di espansione scarico, oppure uno scambiatore interno che mette in comunicazione l’acqua sanitaria con quella del riscaldamento. La prima si risolve da soli, le altre due no. Se la lancetta sale anche a impianto spento e freddo, è quasi certamente la terza: non aspettare.
Cosa facciamo noi quando la pressione non tiene
Un calo che si ripete si diagnostica, non si rabbocca. Al sopralluogo controlliamo nell’ordine: rubinetto di carico e sua tenuta, valvola di sicurezza e dove scarica, precarica del vaso di espansione, raccordi e valvole dei termosifoni, tracce di perdita dentro l’apparecchio. Nella grande maggioranza dei casi la causa si trova in questo giro, e la riparazione è piccola. Quando il sospetto è un tubo interrato o nel muro, lo diciamo prima di cercarlo, perché quella è un’altra storia e va decisa insieme.
Il sopralluogo è gratuito, e il preventivo è scritto prima di toccare qualcosa. Lavoriamo su caldaie di tutte le marche, anche su quelle che non abbiamo installato noi: trovi tutto nella pagina dell’assistenza caldaie a Torino, e la mappa delle zone servite copre tutto il Piemonte.
Se la tua caldaia ha già qualche anno e i rabbocchi sono diventati un’abitudine, vale la pena fare due conti anche su una sostituzione: ne parliamo senza impegno, e la guida a cambiare caldaia nel 2026 è un buon punto di partenza per arrivare preparati.
Domande frequenti
Ogni quanto è normale dover ricaricare la caldaia?
Una o due volte a stagione, in genere dopo aver sfiatato i termosifoni, è nella norma. Se devi farlo ogni settimana o ogni pochi giorni, l’impianto perde da qualche parte e va controllato.
Posso ricaricare la caldaia con il riscaldamento acceso?
Meglio di no. A caldo l’acqua è dilatata e la lancetta è già più alta del reale: rischi di caricare troppo poco, o di leggere un valore che scenderà quando l’impianto si raffredda. Spegni, aspetta che si raffreddi, poi carica.
La caldaia è in blocco per pressione bassa: dopo aver ricaricato riparte da sola?
Dipende dal modello. Molte richiedono un reset manuale dal pannello o dal display dopo che la pressione è tornata corretta. Il libretto indica il tasto; se il blocco persiste con la pressione nel campo giusto, la causa è un’altra.
Cosa succede se lascio la pressione troppo bassa?
L’impianto scalda male o non scalda, la pompa può lavorare a vuoto e surriscaldarsi, e quasi tutte le caldaie moderne vanno in blocco di sicurezza. Non è pericoloso in sé, ma lasciare l’apparecchio in quelle condizioni per settimane lo usura.
Perché la valvola di sicurezza scarica acqua?
Perché la pressione ha superato la soglia per cui è tarata. Le cause più comuni sono un rubinetto di carico rimasto aperto o un vaso di espansione scarico. Se scarica a ogni ciclo di riscaldamento, va vista: la valvola che lavora di continuo prima o poi non chiude più.
- #Caldaie
- #Manutenzione
La discussione
Nessun commento, per ora
Hai un dubbio su quello che hai letto, o un’esperienza diversa da raccontare? Scrivila qui sotto: rispondiamo noi, con il nome di chi risponde.


