
Stufe a pellet moderne: le migliori le trovi da 3KT
15/01/2026Dal 1° gennaio 2025 la “caldaia unica” alimentata esclusivamente a combustibili fossili (la classica caldaia a gas) non è più la strada giusta se stai cercando una detrazione fiscale tramite Bonus Ristrutturazione o Ecobonus.
Nel 2026, però, le opportunità non sono finite: restano incentivabili le soluzioni più efficienti e “ibride” (sistemi ibridi/bivalenti con pompa di calore + caldaia, pompe di calore e generatori a biomassa), con percentuali, requisiti tecnici e documenti che cambiano in base al bonus scelto.
In questa guida su detrazione caldaia 2026 trovi spiegato in modo pratico quali bonus esistono ancora (Ecobonus, Bonus Ristrutturazione/Bonus Casa e Conto Termico), quali requisiti tecnici devi rispettare, quali percentuali aspettarti e quali documenti preparare per non sbagliare.
In più, ci sono esempi numerici “terra-terra” per capire la convenienza reale e un orientamento chiaro per scegliere tra detrazione in dichiarazione dei redditi e incentivo diretto del Conto Termico, con un taglio pensato per chi vive a Torino e vuole farsi seguire da un installatore locale come 3KT Impianti.
Niente paura: se vuoi solo capire quanto puoi risparmiare cambiando caldaia a Torino, qui trovi una guida semplice e aggiornata al 2026.

Cosa è cambiato nel 2026 per le caldaie
Nel linguaggio comune si parla ancora di “bonus caldaia 2026”, ma in realtà si tratta di un insieme di agevolazioni diverse (Bonus Casa/Ristrutturazione, Ecobonus e Conto Termico) con regole e requisiti specifici.
La novità chiave è che, dopo i cambiamenti introdotti dal 2025, l’impianto “solo gas” (caldaia tradizionale o caldaia a condensazione alimentata esclusivamente da combustibili fossili) non è più la soluzione su cui puntare se l’obiettivo è ottenere incentivi e detrazioni.
Perché le regole sono cambiate? Il quadro normativo si è spostato verso tecnologie con un impatto ambientale più basso, in linea con l’evoluzione europea legata alla Direttiva “Case Green”, e questo ha portato a restringere (fino a fermare) gli incentivi per i generatori alimentati unicamente da combustibili fossili.
In altre parole: non esiste più un “bonus dedicato” alle caldaie a gas tradizionali o “solo” a condensazione; oggi l’attenzione è su soluzioni che riducono davvero i consumi e le emissioni.
Cosa resta incentivabile nel 2026? Le strade più solide sono quelle “ibride” o rinnovabili: sistemi ibridi certificati (pompa di calore + caldaia a condensazione integrati e gestiti da un unico controllo), pompe di calore e generatori a biomassa ad alta efficienza.
A seconda del caso, queste tecnologie possono rientrare in Ecobonus o Bonus Casa (detrazione fiscale) oppure nel Conto Termico (incentivo con regole proprie), quindi il punto non è “se” esiste un bonus, ma “quale canale” conviene usare e con quali requisiti tecnici e documenti.
Quali bonus esistono ancora per sostituire la caldaia
Anche se molti continuano a cercare “bonus caldaia 2026”, oggi non esiste più un incentivo “dedicato” alla caldaia a gas tradizionale (o solo a condensazione) alimentata esclusivamente da combustibili fossili.
Nel 2026, invece, puoi ancora ottenere un’agevolazione se scegli una soluzione realmente efficiente (ibrido, pompa di calore, biomassa) e usi il canale giusto tra Bonus Casa/Ristrutturazione, Ecobonus e Conto Termico.
| Agevolazione | Quanto recuperi | Tetto di spesa | Come lo ottieni | Per quali sistemi (in sintesi) |
|---|---|---|---|---|
| Bonus Casa / Bonus Ristrutturazione | 50% (abitazione principale) oppure 36% (altri immobili) | Fino a € 96.000 per unità immobiliare | Detrazione in 10 rate annuali | Solo interventi ammissibili (spesso manutenzione straordinaria); niente caldaia “solo gas” |
| Ecobonus 2026 | 50% (abitazione principale) oppure 36% (altri immobili) | Tipicamente fino a € 30.000 per la sostituzione dell’impianto (in base alla tipologia) | Detrazione in 10 rate annuali | Ibridi certificati, pompe di calore, biomassa ad alta efficienza (non caldaie “pure gas”) |
| Conto Termico (GSE) | Incentivo diretto indicativamente 40%–65% (dipende dall’intervento) | Variabile (calcolato secondo regole e massimali del GSE) | Rimborso/incentivo (non è una detrazione fiscale) | Pompe di calore, ibridi, biomassa, scaldacqua a PDC, solare termico (e altri interventi ammessi) |
Bonus Casa / Bonus Ristrutturazione (Bonus “ristrutturazioni”)
È il canale “edilizio”: funziona come detrazione IRPEF ripartita in 10 rate annuali, su un tetto massimo di spesa pari a € 96.000 per unità immobiliare.
Nel 2026 l’aliquota è in genere 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale, mentre scende al 36% per seconde case e altri immobili (ad esempio immobili locati o non adibiti ad abitazione principale).
Per rientrare nel Bonus Casa, l’intervento deve essere inquadrabile tra quelli agevolabili (spesso come manutenzione straordinaria sull’impianto) e deve portare a un risultato coerente con la logica dell’incentivo: non “qualunque caldaia”.
In pratica, nel 2026 ha senso valutare Bonus Casa soprattutto quando la sostituzione del generatore rientra in un lavoro più ampio sull’impianto (adeguamenti, distribuzione/regolazione, interventi con reale miglioramento) e quando scegli tecnologie ammissibili.
Punto importante: la caldaia “solo gas” (anche se a condensazione) non è più la scelta giusta se l’obiettivo è ottenere un’agevolazione; bisogna orientarsi su sistemi più efficienti, ad esempio impianti ibridi o pompe di calore, e rispettare le regole di pagamento e documentazione previste.
Ecobonus 2026 (riqualificazione energetica)
L’Ecobonus è pensato per interventi di efficienza energetica: anche qui il recupero avviene come detrazione fiscale in 10 anni.
Nel 2026 l’aliquota varia in base all’immobile (di norma 50% per abitazione principale e 36% per altri immobili) e il tetto di spesa per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale è spesso ricondotto a un massimale “tipico” di € 30.000, da verificare sul tuo caso specifico.
Sono incentivabili soprattutto sistemi che riducono davvero consumi ed emissioni, ad esempio:
- Sistemi ibridi certificati: pompa di calore + caldaia a condensazione integrati in un unico sistema e gestiti da un unico controllo (con requisiti dichiarati dal produttore).
- Pompe di calore ad alta efficienza (elettriche).
- Caldaie / generatori a biomassa ad alta efficienza; spesso è richiesta una termoregolazione adeguata/evoluta secondo la normativa tecnica applicabile.
- Generatori d’aria calda a condensazione (quando l’intervento è ammissibile e rispetta i requisiti previsti).
Da chiarire bene: l’Ecobonus nel 2026 non è più “il bonus della caldaia a gas” e non copre l’idea di installare una caldaia “pure gas” come si faceva anni fa; l’accesso passa dalla scelta di tecnologie compatibili con le regole attuali e dal rispetto dei requisiti tecnici e documentali.
Conto Termico (GSE): incentivo diretto, non detrazione
Il Conto Termico è diverso dai bonus “a detrazione”: qui si parla di incentivo diretto (un rimborso) erogato dal GSE, con percentuali indicative che possono arrivare circa al 40%–65% a seconda del tipo di intervento e delle caratteristiche dell’impianto.
È spesso molto interessante quando vuoi ridurre i tempi di rientro e preferisci un contributo diretto invece della detrazione in 10 anni.
Interventi tipicamente ammessi (in sintesi):
- Pompe di calore.
- Sistemi ibridi.
- Caldaie a biomassa ad alta efficienza.
- Scaldacqua a pompa di calore.
- Condizionatori/climatizzatori ad alta efficienza (se l’intervento rientra nelle casistiche ammesse).
- Pannelli solari termici.
Attenzione alle tempistiche: la domanda va presentata entro i termini previsti dal GSE e passa dal portale/area clienti, caricando correttamente la documentazione richiesta.

Requisiti tecnici dell’impianto per avere la detrazione
Nel 2026, per ottenere una detrazione (Bonus Casa o Ecobonus) non basta “cambiare la caldaia”: conta soprattutto che tipo di generatore installi e come viene integrato nell’impianto.
L’obiettivo delle regole più recenti è spingere soluzioni che riducono davvero consumi ed emissioni, quindi le configurazioni solo fossile (caldaia a gas, anche a condensazione “pura”) non sono più il riferimento per le agevolazioni.
Per questo, quando si parla di requisiti tecnici, il punto centrale è scegliere tecnologie ammesse e correttamente configurate: sistemi ibridi, pompe di calore (anche per ACS), biomassa ad alta efficienza e, in alcuni casi, integrazioni con solare termico.
In pratica: più “rinnovabili e controllo intelligente”, meno “solo gas”.
Requisiti tipici dei sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia)
Un sistema ibrido, per essere considerato davvero tale ai fini delle agevolazioni, deve lavorare come un unico impianto:
pompa di calore e caldaia cooperano e vengono gestite da un controllo centralizzato (centralina unica) che decide quando conviene usare l’una, l’altra o entrambe.
In genere sono richiesti livelli minimi di prestazione e una classe energetica adeguata (spesso classe A o superiore per il sistema/insieme, secondo la documentazione del produttore).
In parole semplici: se la pompa di calore e la caldaia sono “due pezzi messi insieme” senza un controllo integrato e senza certificazioni chiare, rischi di trovarti con un impianto che funziona, ma non è inquadrabile come sistema agevolabile.
Quando invece è un ibrido progettato e dichiarato come tale, la parte elettrica copre spesso i carichi in mezza stagione e la caldaia interviene nei picchi di freddo o quando serve tanta potenza in poco tempo.
Pompa di calore, biomassa e solare: perché contano
Le tecnologie “rinnovabili” (o comunque a minore impatto) sono diventate centrali perché permettono di spostare una quota dei consumi dal gas all’elettricità efficiente (pompa di calore) oppure a combustibili rinnovabili (biomassa), e in certi casi di produrre calore dal sole (solare termico).
Questo si traduce in minori emissioni e, soprattutto, in una logica di incentivo: viene premiato ciò che migliora davvero l’efficienza complessiva dell’edificio, non la semplice sostituzione “uno a uno” di una caldaia fossile.
Checklist tecnica “semplice” (quello che va verificato)
- Impianto esistente: di solito deve esserci un impianto di climatizzazione invernale già presente (sostituzione/upgrade, non “nuova installazione” pura).
- Prodotto e documentazione: etichetta energetica, schede tecniche, dichiarazioni del produttore (fondamentali per dimostrare i requisiti).
- Regolazione e controllo: termostati/cronotermostati, regolazione per zone dove ha senso, e per gli ibridi controllo unico che gestisce i due generatori.
- Installazione a regola d’arte: corretto dimensionamento, tarature, collaudo e messa in servizio; un impianto sovradimensionato o mal regolato può consumare di più e creare problemi anche nella pratica documentale.
- Componenti collegati: se l’intervento include anche distribuzione, bilanciamento, valvole, pompe, accumuli o sistemi di emissione, devono essere coerenti con il nuovo generatore (soprattutto con pompe di calore e ibridi).
Nota locale (Torino): in molte abitazioni non perfettamente isolate e con inverni rigidi, un sistema ibrido è spesso un buon compromesso perché la pompa di calore lavora bene quando la temperatura esterna non è estrema, mentre la caldaia copre i momenti più freddi senza costringerti a sovradimensionare tutto l’impianto.
È uno dei motivi per cui, qui, l’ibrido può risultare “equilibrato” sia lato comfort sia lato consumi, a patto di scegliere un sistema certificato e ben regolato.
Chi può ottenere la detrazione
La regola base è semplice: la detrazione (Bonus Casa / Ecobonus, quando applicabili) spetta a chi ha titolo sull’immobile e sostiene davvero la spesa.
In pratica, non conta solo “di chi è la casa”, ma anche chi paga e come vengono intestati i documenti.
Soggetti che possono beneficiarne
In generale, possono accedere alla detrazione (se rispettano tutti gli altri requisiti dell’intervento) i:
- Proprietari dell’immobile.
- Nudi proprietari.
- Usufruttuari (o titolari di altri diritti reali di godimento, come uso/abitazione/superficie).
- Locatari / inquilini (se sostengono la spesa e hanno titolo sull’immobile tramite contratto, in genere registrato).
- Comodatari (in alcune situazioni ammesse, se sostengono la spesa e il comodato è correttamente formalizzato).
- Familiari conviventi (e, in molte casistiche, anche conviventi “di fatto”), se la spesa è effettivamente sostenuta da loro e collegata a un immobile in cui si svolge la convivenza.
Quindi sì: anche l’inquilino può accedere alla detrazione, a condizione che sia lui a sostenere la spesa e che la documentazione sia coerente (oltre agli eventuali consensi/adempimenti richiesti nel rapporto con il proprietario).
Condizione pratica più importante: fatture + pagamenti tracciabili
Per non avere problemi in fase di controllo, serve coerenza tra:
- Intestatario della fattura (chi risulta “cliente” nei documenti di spesa).
- Soggetto che paga (pagamento tracciabile, tipicamente con bonifico “parlante” quando richiesto dalla specifica agevolazione).
- Beneficiario della detrazione (chi poi porterà la spesa in dichiarazione dei redditi).
In altre parole: la detrazione va a chi risulta aver sostenuto l’onere, e questo deve essere dimostrabile con documenti chiari (fatture e pagamenti tracciabili).
Se più persone partecipano alla spesa, di solito è possibile ripartire la detrazione, ma è fondamentale che la ripartizione sia documentata correttamente (ad esempio con annotazioni in fattura o documentazione equivalente).
Consiglio operativo: prima di pagare anche solo un acconto, chiarisci con l’installatore a chi intestare fatture e da quale conto partire con i bonifici.
È una piccola attenzione che evita gli errori più comuni (e spesso irreversibili) quando poi si prova a inserire la spesa nella dichiarazione.
Vuoi sapere subito se hai diritto alla detrazione e quanto puoi risparmiare?
Scrivi due righe: tipo di impianto, mq e zona di Torino. Ti aiutiamo a capire se conviene ibrido, pompa di calore o biomassa e quali documenti servono.
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Documenti da preparare e conservare
Qui sotto trovi una checklist “pronta all’uso”: se la segui, eviti gran parte degli errori che poi bloccano detrazioni e pratiche.
Regola d’oro: tieni tutto in una cartella (digitale + cartacea), perché i documenti servono sia per la pratica (ENEA/GSE) sia in caso di controlli.
Checklist documenti (sempre)
- Fatture intestate correttamente, con descrizione dettagliata di lavori e apparecchi (marca/modello, quantità, accessori, posa, eventuale smaltimento vecchio generatore).
- Dati fiscali completi: codice fiscale del beneficiario, P.IVA/C.F. dell’impresa, riferimenti dell’immobile (dove utile).
- Pagamenti tracciabili: ricevuta del bonifico (di norma “bonifico parlante” quando richiesto) oppure ricevuta pagamento con carta/strumento tracciabile se ammesso dalla specifica agevolazione.
Documenti tecnici impianto
- Scheda tecnica dell’apparecchio (pompa di calore / sistema ibrido / biomassa / solare termico).
- Etichetta energetica e documenti del produttore (quando disponibili e richiesti).
- Dichiarazione di conformità dell’impianto (rilasciata dall’installatore a fine lavori).
- Libretto di impianto aggiornato e, se previsto, rapporti di controllo/efficienza energetica (in base al tipo di generatore e alla normativa applicabile).
Se fai Ecobonus (o interventi “energia” in Bonus Casa)
- Asseverazione dei requisiti tecnici o dichiarazione equivalente prevista per quello specifico intervento (può essere del tecnico abilitato e/o del costruttore, a seconda dei casi).
- Ricevuta della comunicazione ENEA: salva la ricevuta di invio con il codice CPID.
- Eventuali allegati richiesti dalla pratica ENEA (schede prodotto, dichiarazioni, dati prestazionali, ecc.).
Se chiedi il Conto Termico (GSE)
- Documenti di spesa: fatture e pagamenti tracciabili.
- Documenti tecnici dell’intervento (schede tecniche, dichiarazioni, dati del generatore e dell’impianto).
- Dati per la domanda: coordinate bancarie (IBAN) e tutte le informazioni richieste nel portale/area clienti GSE.
- Ricevute di invio della pratica sul portale GSE e comunicazioni di accettazione/esito.
Procedura passo per passo (dal preventivo alla detrazione)
- Sopralluogo tecnico e scelta del sistema
Valuta edificio e impianto esistente (a Torino contano molto isolamento reale, esposizione e temperatura invernale).
Scegli la soluzione più adatta: sistema ibrido, pompa di calore, biomassa (o integrazione con solare termico, se sensata). - Verifica del bonus applicabile
Decidi il canale corretto: Bonus Casa, Ecobonus o Conto Termico.
Se hai dubbi, confronta installatore + commercialista (così eviti di scegliere un bonus “sbagliato” a lavori avviati). - Preventivo “a prova di pratica”
Fatti scrivere in modo chiaro cosa viene installato (marca/modello), cosa comprende la posa e quali documenti ti verranno consegnati a fine lavori. - Esecuzione lavori
Installazione, messa in servizio, regolazioni e collaudo: un impianto ben tarato (specie ibrido o pompa di calore) fa la differenza su comfort e consumi. - Fatture e pagamenti tracciabili
Intestazione fatture coerente con chi detrae e pagamenti corretti (tracciabili).
Se paga una persona diversa dall’intestatario fattura, va gestito prima, non dopo. - Invio pratica ENEA (se previsto)
Per Ecobonus e per alcuni interventi “energia” nel Bonus Casa, invia la comunicazione ENEA entro i termini previsti e conserva la ricevuta con codice CPID. - Eventuale domanda Conto Termico sul portale GSE
Se scegli il Conto Termico, presenta la domanda entro i termini previsti dal GSE e carica la documentazione richiesta in modo completo. - Recupero del beneficio
Se hai scelto Bonus Casa/Ecobonus: recuperi la spesa in dichiarazione dei redditi (rate annuali).
Se hai scelto Conto Termico: ricevi il bonifico/incentivo dal GSE secondo le modalità previste.
Esempi pratici di risparmio (numerici) a Torino
Gli esempi qui sotto sono semplificati e servono a capire l’ordine di grandezza del beneficio economico.
Il risparmio in bolletta dipende da isolamento, abitudini, tariffe e corretta regolazione dell’impianto.
Esempio 1 – Sistema ibrido: detrazione in 10 anni
Scenario: sostituzione con sistema ibrido (pompa di calore + caldaia) con spesa totale pari a € 8.000.
- Detrazione 50%: € 4.000 recuperati.
- Ripartizione in 10 anni: circa € 400/anno in dichiarazione dei redditi.
- Ipotesi prudente di bolletta: con regolazione corretta, il taglio dei consumi può tradursi in un risparmio aggiuntivo di qualche centinaio di euro/anno (variabile caso per caso).
Esempio 2 – Pompa di calore: incentivo diretto con Conto Termico
Scenario: installazione di una pompa di calore in sostituzione del vecchio generatore, con spesa pari a € 9.500.
- Incentivo ipotetico 65%: € 6.175 (calcolo: 9.500 × 0,65).
- Come lo ricevi: non è una detrazione fiscale in 10 anni, ma un incentivo erogato dal GSE (tempi e rate dipendono dalle regole applicabili e dall’importo riconosciuto).
- Perché piace: spesso è scelto da chi vuole un rientro economico più rapido rispetto alle detrazioni “classiche”.
Esempio 3 – Caso “no incentivo”: un errore che fa perdere il beneficio
Scenario: lavori eseguiti correttamente, ma con un errore documentale o tecnico.
- Errore tipico 1: fattura intestata a una persona, pagamento fatto da un’altra senza coerenza/gestione corretta (risultato: la detrazione può non essere riconosciuta).
- Errore tipico 2: sistema dichiarato “ibrido” ma senza controllo centralizzato/certificazione adeguata (risultato: rischio di non rientrare tra i sistemi ammissibili).
- Errore tipico 3: invio ENEA mancante o dati incompleti (risultato: pratica contestabile e stress evitabile).
Morale pratica: prima di scegliere “il bonus”, scegli bene impianto + documenti.
Se vuoi, un sopralluogo a Torino serve proprio a questo: evitare di spendere bene… ma documentare male.
Domande frequenti sulla detrazione caldaia 2026
Esiste ancora un bonus per le caldaie a gas nel 2026?
No: non esiste più un “bonus dedicato” alla caldaia a gas tradizionale o alla sola caldaia a condensazione alimentata esclusivamente da combustibili fossili.
Nel 2026 le agevolazioni puntano su soluzioni efficienti come sistemi ibridi certificati, pompe di calore e biomassa ad alta efficienza.
Posso usare sia Ecobonus che Bonus Ristrutturazione per lo stesso intervento?
No: per le medesime spese non puoi cumulare Ecobonus e Bonus Ristrutturazione.
Se un intervento rientra in entrambe le categorie, devi scegliere quale detrazione applicare a quelle spese (mentre è possibile usare bonus diversi su interventi diversi, con contabilità separata).
Entro quanti giorni devo inviare la pratica ENEA?
In generale, l’invio dei dati a ENEA va fatto entro 90 giorni dalla data di fine lavori (o dal collaudo), quando l’intervento lo richiede.
Cosa succede se cambio caldaia senza comunicazione ENEA?
È una situazione da evitare: può crearti problemi in fase di controllo, perché la ricevuta ENEA (con CPID) è un documento importante da conservare.
Per non rischiare contestazioni o richieste di integrazioni documentali, la scelta più sicura è inviare la pratica correttamente e nei tempi.
Se invio ENEA in ritardo, perdo automaticamente la detrazione?
Non sempre in modo automatico, ma è un rischio inutile: l’invio entro i termini è l’opzione più prudente.
Se ti accorgi del ritardo, muoviti subito con un tecnico/consulente per capire come mettere in ordine la documentazione.
Il Conto Termico è una detrazione fiscale?
No: il Conto Termico è un incentivo diretto gestito dal GSE (quindi un rimborso/contributo), non una detrazione IRPEF in 10 anni.
Quali sistemi sono più “sicuri” per rientrare nei bonus nel 2026?
In genere: sistemi ibridi certificati (pompa di calore + caldaia con controllo unico), pompe di calore e biomassa ad alta efficienza.
La chiave è rispettare requisiti tecnici e documentali (schede, dichiarazioni, pagamenti tracciabili).
Chi deve essere intestatario di fatture e bonifici per detrarre?
La regola pratica è: chi detrae deve risultare coerente nei documenti.
Quindi fatture intestate correttamente e pagamenti tracciabili riconducibili al beneficiario della detrazione (o gestiti in modo documentato se più soggetti sostengono la spesa).
Perché farsi seguire da un installatore a Torino (3KT Impianti)
Nel 2026 il vero rischio non è solo scegliere “la caldaia sbagliata”, ma scegliere un sistema che funziona… e poi scoprire che non è agevolabile o che manca un passaggio nella pratica (ENEA/GSE).
Con regole diverse tra Bonus Casa, Ecobonus e Conto Termico, un errore di inquadramento o un documento mancante può costare tempo, stress e (nei casi peggiori) la perdita dell’incentivo.
Ecco cosa cambia quando ti fai seguire da un installatore locale a Torino come 3KT Impianti:
- Meno rischio nella scelta del sistema: valutazione tecnica dell’edificio e delle tue abitudini (Torino = inverni rigidi, tanti appartamenti “semi-isolati”), per consigliarti la soluzione più adatta tra ibrido, pompa di calore o biomassa.
- Supporto documentale: aiuto concreto con documenti e passaggi (schede tecniche, dichiarazioni, indicazioni per ENEA e, se serve, GSE/Conto Termico), così non ti ritrovi a rincorrere carte a lavori finiti.
- Accompagnamento fino al beneficio: sopralluogo, preventivo chiaro, installazione a regola d’arte, pagamenti tracciabili e check finale per mettere in ordine tutto ciò che serve per detrazione/incentivo.
Se vuoi evitare dubbi e perdite di tempo, la cosa più semplice è partire bene: un sopralluogo tecnico e una verifica rapida del bonus più conveniente nel tuo caso.
Scrivici o chiamaci per capire subito se hai diritto a una detrazione e quanto puoi risparmiare sostituendo la caldaia a Torino.



